
Li Jiang
avevo visto le foto di questo posto nel computer di Lisha (la zia piccola di Sichen) e avevo deciso che ci sarei andata di sicuro a visitarlo nonostante fosse parecchio fuori mano. Si trova nello Yunnan, regione a sudovest, verso il Tibet. un vero paradiso naturale e incontaminato. L'areoporto è microscopico e ci accoglie un clima fresco, aria pulita e ... il silenzio! Abituati ai caotici rumori di auto e venditori di strada ci stupiamo di ricordarci quanto sia bello non sentire nulla.
Con il pullman arriviamo a Lijiang, città dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'Umanità, abitata dai Naxi, un'etnia sopravvissuta agli Han. I Naxi (leggi Naa-si) discendono dai nomadi tibetani e sono organizzati in una società di tipo matriarcale dove è ancora in uso il baratto. Le donne Naxi detengono le redini dell'organizzazione sociale e propendono verso la poligamia; essi sono, infatti, conosciuti per essere molto liberi ed elastici nei rapporti familiari. Le coppie possono formarsi senza il vincolo del matrimonio o della convivenza e l'uomo deve provvedere ai bisogni della donna solo
fino a che la relazione permane.
Per la città le donne girano vestite in abiti tradizionali azzurri e bianchi, le vecchiette sono una ruga unica con gli occhietti piiiiccoli! La città è divisa in due parti: la parte antica ci soddisfa quella ricerca di tradizione e di romanticismo che uno si fa della Cina prima di partire: case traballanti di legno si affacciano su vie di ciottoli percorse da canali di acqua pulita. Lanterne rosse ovunque che la sera accendono di colori la città. Fortunatamente Lijiang non è famosa all'estero quindi i turisti non l'hanno ancora aggredita anche se è chiaro che le migliaia di negozietti etnici aspettano solo te per venderti di tutto dagli strumenti musicali tradizionali al manzo secco.
Le case di Lijiang (io mi riferisco sempre alla città vecchia) sono strutturate come le nostre cascine: ospitano diversi appartamenti che si affacciano su giardini interni. Sono fatte di legno e dipinte di bordeaux. Così era il nostro albergo: troppo bello!!
La mattina dopo l'arrivo abbiamo deciso che per andare in cima alla Montagna del Drago di Giada ci saremmo andati a cavallo invece che con la funivia (che Ale non sopporta). Mai scelta fu più azzeccata : è stata un'avventura che ci ha occupati tutta la giornata e ci ha fusi con la natura cinese, ci ha fatto conoscere della gente molto diversa da noi. Il piccolo villaggio Naxi distava a 20 Km da Lijiang e conta pochi abitanti. Hanno una religione che è un misturotto di buddismo e altre religioni, una sola TV in bianco e nero per tutto il villaggio e per sposarsi l'uomo deve portare in dote 600 yuan. I bambini maschi sotto i 5 anni sono rapati a zero ma con un ciuffetto a mo' di frangetta sulla destra della fronte. I loro visi sono veramente belli, sembrano degli americani precolombiani.
Ogni persona viene assegnata ad un cavallo mongolo (sono in miniatura) e al suo proprietario che ci fa da guida. Il percorso è di 12 tappe e dura 3 o 4 ore all'andata. Noi ne abbiamo fatte solo una decina perchè purtroppo giunti a 4400 metri c'erano le nuvole ed era inutile proseguire.
Alla terza "baita" ci siamo fermati a mangiare spiedini di Yak e agnello con pannocchia di mais cotti sul barbecue. Buonissimi! Nella foto potete vedere due guide e il tizio del barbecue che fa l'imbecille. Se cliccate in flickr vedrete i particolari passando sopra il mouse.
Simo che è un appassionato di snowboard non si arrende e decide di proseguire con Ale e la sua guida alla ricerca della neve e ci lasciano per continuare la scalata a piedi ma si fermeranno a 4800m perchè come noterate dall'esilarante video non c'era e non si vedeva proprio niente!
Spiegazione prima di vedere il video (è piccolo e si carica in pochissimo tempo, guardatelo e ridete): Ale e Simo si erano fatti le foto con la guida Naxi la quale poi cerca di spiegare a gesti ad Ale di spedirgli la copia delle foto per posta aerea una volta stampate. Ale finge di capire ma con lo sguardo O_O comunica a Simo il suo smarrimento.
guarda il video di ale che finge di capire la guida naxi
da notare che a quell'altezza la vecchia guida fumava sigarette come se niente fosse. C'è anche l'episodio di Simo che si ferma a scattare una foto e il suo zaino si mette a rotolare giù dalla montagna XD
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Io sono stata fortunata col mio cavallino: si chiama Shao-on ed era giovane e sano e il suo padrone mi lasciava fare da sola facendomi anche fare percorsi alternativi e più difficili ma brevi. Il giorno dopo ero distrutta! Il cavallo di Ish era molto bello ma aveva dei problemi seri alle gambe quindi era sempre in fondo alla fila (distante) quando non lo era quello della Frida che invece aveva solo il culo pesante. Non ho qui le foto, le metto sù lunedì perdonatemi.
A fine giornata abbiamo dato la mancia alle nostre guide di nascosto perchè sui 28 € che a testa abbiamo sborsato per la giornata, solo 3€ andava nelle tasche delle guide, poveretti!
28 agosto 2006
lunedì 28 agosto
Pubblicato da
peng
il
01:02
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