19 agosto 2006

sabato 19

Come ho già detto verso le 7 della mattina siamo all'uscita della stazione; l'archittettura è affascinante e c'è tantissima gente, molti venditori di cartoline e libri, molte famiglie in trasferta con bagagli impacchettati alla meglio e bambini portati in ceste sulla schiena. Mentre aspettiamo i taxi facciamo la conoscenza di un italiano ramingo che sta viaggiando a caso per la cina senza sapere il cinese al punto che a pechino c'è capitato per caso.
Il nostro albergo è carinissimo: le stanze sono spaziose , arredate tipo Ikea, colorate e vivaci. Si chiama Home Inn e nel caso andaste in Cina ve lo consiglio vivamente! Il consierge di questo è un ragazzo che ha studiato come pizzaiolo per due anni a Napoli e si faceva chiamare Luigi, ci è stato molto utile perchè un po' di italiano lo sapeva e poi era simpatico :)
Siamo andati nel centro commerciale specializzato in informatica perchè tutti avevamo bisogno di qualcosa ma la nostra presenza proibiva a sichen di fare affari così abbiamo solo guardato in quel marasma che lo Smau a confronto è una passeggiata tranquilla. A pranzo siamo andati in un fast-food cinese un po' finto, i prezzi erano più alti e il cibo mediocre. Yul ha avuto la brillante idea di farsi fare un moka coffee proprio nel momento sbagliato e ci hanno messo 15 minuti per decorarlo con ciuffoli di panna e robette varie. E' diventato leggendario al punto che adesso le dico quando si allontana "e non farti mettere la panna" O_o
Altro shopping: io, sichen e ish siamo andati in un negozio ad ordinarci gli occhiali da vista e da sole. In cina ho pagato i miei occhiali belli e figosi quanto una lente comprata in italia. Non so se mi capite..
Nel pomeriggio abbiamo visitato il parco di Beihai a fianco della Città Proibita. Ricco di vegetazione tipica di tutti i parchi visitati finora ospita il Muro dei Nove Draghi (Jiu Long Bi) costruito nel 1756 durante la dinastia Quin misura 25,5m per 7m di altezza e raffigura nove draghi che giocano con una sfera gioiello ma ce ne sono altri 600 piccoli un po' ovunque. E' fatto di mottonellone di vetro colorato.
Non ho qui con me la foto, la metto più avanti.
A cena abbiamo girovagato per una via di ristoranti pienissima di lanterne rosse ma poi ne abbiamo scelto uno a caso scadente. A fine cena Ish Yul e Frida si sono finalmente mangiate i loro dolcetti pesanti cinesi che da giorni volevano assaggiare. Contente?

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