19 agosto
Per una leggerezza di Sichen siamo senza biglietto aereo e dopo qualche salto mortale riusciamo ad andare a Jiou Zhai Guo località dello SiChuan abitata dal gruppo etnico dei tibetani.
Già dall'oblò era stupendo il paesaggio montanaro ma appena scesi dall'aereo ci siamo resi conto che qualcosa non quadrava. Abbiamo pensato tutti: "ma l'aria condizionata è .. fuori?"
eravamo infatti a 3100m, l'aria era così fresca e pulita da non crederla vera così abituati allo smog e all'umidità sopra l'80%
L'immenso parco è una riserva naturale, ci sono ovunque le tipiche bandiere o stendardi tibetani: colorate in maniera fastidiosa, sopra ci stanno scritte preghiere buddiste. I contadini incontrati per strada sono abbigliati con colori sgargianti (solo la gonna e i pantaloni sono neri) tipici, il volto scuro solcato da rughe e guance rossissime per via del sole tipico della montagna; siamo a 3000 m! Portano al pascolo le mandrie di yak, bellissimi bestioni molto buoni da mangiare sugli spiedini (poveroooo yak!)
Abbiamo preso un pulmino con altre persone così abbiamo visto in che alberghi avrebbero alloggiato. Il primo era un resort dal lusso incredibile, all'ingresso c'era persino la cartina per non perdersi visto che aveva il giardino interno con addirittura chalet, cigni bianchi e cascate! (stanze da 1800€)
La seconda famigliola alloggiava invece nel nostro stesso paese ma allo Sheraton pagando 130€ a notte.
Il pulmino si addentrava sempre più nel paesello e addirittura non poteva entrare con nella via del nostro alberghetto da 28€ a notte. Cominciavamo a preoccuparci "chissà che bettola"
Invece il nostro Sunshine Hotel si è rivelato sopra le aspettative: un anno di vita perciò pulitissimo, legno chiaro ovunque, letti tipo giapponese sul soppalchetto, arredamento semplice e moderno.
Le finestre tutte affacciate sul fiume freddo di montagna che provocava un rumore da pioggia continua che coinciliava il sonno.
Il paesello era gremito da turisti (tutti cinesi e giapponesi, noi eravamo i soliti outsider) quindi i prezzi erano furbamente più alti non solo per mangiare (si stava sui 5/6 € a testa, 4 volte che il resto della cina) ma anche per i souvenir.
19 agosto 2007
giorno 16 Jiou Zhai Gou
Pubblicato da
cecilia
il
23:25
tags: china, cina, jiou zhai gou, tabetani, tibet, turismo, viaggio in cina
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